novembre 2021, La Repubblica,

I primi due libri di Jacopo Iacoboni, giornalista de La Stampa e scrittore, erano stati “L’Esperimento” e “L’Esecuzione”: un lungo lavoro d’inchiesta per svelare la natura opaca e illiberale del Movimento 5 Stelle, il rapporto fra il movimento politico e il sistema aziendale di Casaleggio padre e figlio, la fascinazione del movimento fondato da Beppe Grillo nei confronti di diversi regimi dittatoriali: Russia, Cina, Venezuela.

All’inizio della pandemia nel marzo del 2020, Iacoboni rivelò al grande pubblico i retroscena della missione militare russa nel Nord d’Italia: non certo aiuti umanitari, ma una vera e propria campagna d’intelligence, autorizzata da un semplice colloquio fra l’allora primo ministro Giuseppe Conte e Vladimir Putin. Le minacce durissime contro Iacoboni del generale Igor Konashenkov (“chi scava la fossa, ci può cadere…), furono la conferma che il puntuale lavoro d’inchiesta aveva colpito nel segno.

Oggi con il nuovo volume “Oligarchi. Come gli amici di Putin stanno comprando l’Italia” (Laterza), scritto a due mani con Gianluca Paolucci, giornalista finanziario a La Stampa, viene aggiunto un ulteriore tassello per comprendere meglio il rapporto fra il populismo italiano di Lega e Cinque Stelle e il regime autoritario di Vladimir Putin.

Gli autori raccontano come dal 2018, l’Italia sia diventata una vera e propria “terra di pascolo di spie russe”, e analizzano l’incrocio fra le molte operazioni di intelligence e le iniziative finanziarie promosse da quel sistema di “oligarchi”, veri e propri “proxy” del potere politico di Vladimir Putin. L’inchiesta giornalistica disegna una mappa inedita della nuova influenza del Cremlino in Italia, ponendo molti interrogativi al mondo politico, economico ed alla comunità di intelligence.

Eccone alcuni.

L’oligarca kazako-russo, Igor Bidilo, arricchitosi grazie agli affari petroliferi di Bashneft e Rosneft, si compra mezza Siena, insieme ad un socio italiano Salvatore Caiata, imprenditore nel settore del turismo e della ristorazione, lucano ma da anni residente in Toscana. Lo sconosciuto Caiata verrà indicato da Grillo come capolista alla Camera nel collegio di Potenza, in una posizione assolutamente blindata, con certa elezione.

Iacoboni e Paolucci raccontato di quando Mario Draghi, allora governatore della Bce, andava talvolta a giocare a golf in un club in Umbria (Antognolla) di proprietà del figlio di Vladimir Yakunin, ex generale del KGB. Questa tenuta è quasi confinante con quella di un altro oligarca, il miliardario russo AlexanderLebedev, coinvolto in decine di attività di spionaggio e di interferenza russa in Italia. Possibile che i russi tenessero d’occhio Mario Draghi fin da allora?

Nelle attività di “info-war” della Russia, un ruolo importante era svolto da Angelo Codignoni, uomo molto vicino a Silvio Berlusconi e trait d’union con un altro oligarca: Boris Kovalchuk. Codignoni era allo stesso tempo capo della concessionaria di pubblicità della tv di stato russa e capo dell’azienda di stato dei sondaggi, nota per avere prodotto diversi sondaggi falsi contro il presidente francese Macron e campagne di disinformazione su Crimea e Ucraina orientale.

Incrociando fonti russe e italiane, gli autori scoprono, poi, che gli avvelenatori di Sergei Skipral, l’ex spia russa del FSB passata all’intelligence britannica, hanno transitato in Italia indisturbati per numerosi aeroporti, durante la preparazione del tentativo di omicidio.

Il volume prosegue con la storia di Konstantin Malofeev, l’oligarca che finanziò l’oramai noto evento politico della Lega Nord del marzo del 2015, organizzato da Gianluca Savoini e con ospite d’onore Matteo Salvini. Malofeev è uno degli uomini chiave di Putin nel sostegno politico ed economico delle autoproclamate Repubbliche fantasma di Donetsk e di Lugansk, la porzione di Ucraina orientale occupata da Mosca con un conflitto che ha provocato oltre 15.000 vittime fra la popolazione civile.

Dmitry Firtash, uno degli oligarchi più vicini da Putin, è oggi al centro del cosiddetto “Ukrainegate”, la vasta operazione di disinformazione costruita dagli uomini di Donald Trump per infangare Joe Biden su alcune consulente ricevute dal figlio Hunter in Ucraina, ma gli autori ne svelano gli impegni italiani soprattutto nel tentativo, fallito solo grazie al suo arresto, di acquisire da Intesa San Paolo, la controllata Pravex Bank. Poi, ancora la vicenda del “Palazzo di Putin” sul Mar Nero progettato dallo sconosciuto architetto bresciano LanfrancoCirillo, con il coinvolgimento di diverse imprese italiane.

“Oligarchi” è una lettura avvincente, un accattivante thriller geo-politico, ma anche uno strumento utile per fare luce sulle troppe zone d’ombra che hanno caratterizzato in questi anni il rapporto fra il populismo italiano e il regime di Vladimir Putin.

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