Bashar Warda, 51 anni, è Arcivescono della Chiesa Cattolica Caldea dell’Iraq. Da molti anni è una delle voci più autorevoli ed ascoltate per le sue costanti denunce dei rischi di scomparsa delle comunità cristiane in Iraq e in tutto il Medio Oriente. Ha da poco fondato l’Università Cattolica di Erbil e lo raggiungiamo telefonicamente nel quartiere di Ankawa, il cuore cristiano della città di Erbil nel nord dell’Iraq e capoluogo del Kurdistan.

La comunità cristiana in Iraq è una delle più antiche del mondo ed ha resistito agli attacchi terroristici ed alla persecuzione per mano delle milizie jihadiste Ci può raccontare qualcosa sulla situazione oggi della comunità cristiana in Iraq?

La poca sicurezza e l’instabilità sono una minaccia costante per la comunità cristiana in Iraq. I cristiani sono fuggiti in massa da Baghdad e da Bassora verso il nord dopo la guerra del 2003. Poi con l’aggressione di ISIS nel 2014 c’è stato un secondo esodo dalla Piana di Ninive e da Mosul. Oggi purtroppo non ci sono ancora le condizioni di sicurezza per potere permettere alle famiglie cristiane di tornare nelle loro terre. Sia a livello locale che internazionale manca la volontà per imporre una soluzione equa per i torti subiti e per proteggere coloro che da soli non si possono difendere. Se questa tendenza non sarà invertita, la comunità cristiana potrebbe estinguersi del tutto in Iraq nei prossimi trent’anni….. continua a leggere su La Repubblica

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