5 novembre 2018, La Stampa,

Un nuovo fantasma si aggira per l’Europa e questa volta si tratta di Stati che non esistono, nuove “Zone Grigie” che un po’ alla volta stanno ridisegnando confini ritenuti intangibili dalla Seconda Guerra Mondiale.

Con l’annessione russa della Crimea e l’intervento militare nel Donbass (Donetsk e Luhansk), sono nate altre tre entità non riconosciute che si vanno ad aggiungere alle quattro già esistenti da alcuni anni: la Transnistria, l’Abkhazia, l’Ossezia del Sud e il Nagorno-Karabakh

Sono veri  e propri “stati fantasma” che vivono in una sorta di limbo: hanno Governi, Parlamento, ministeri, esercito e valuta propri; rilasciano passaporti; instaurano relazioni politiche e diplomatici con paesi terzi.

Ma nonostante ciò sono tagliati fuori dal resto del mondo: nei loro territori non funzionano le carte di credito internazionali, le assicurazioni le considerano aree off-limit, sui loro territori gli accordi e le regole internazionali non vengono applicati.
Sono dunque entità statuali totalmente al di fuori della “legalità internazionale” e rappresentano una minaccia per la stabilità regionale di una vasta area fra il confine orientale dell’Unione Europea, il Mar Nero e il Caucaso.

Hanno però una costante: sono nei fatti dei protettorati della Federazione Russa che in ognuno di essi conserva basi militari e truppe (vedi mappa) e rappresentano uno dei motivi di maggiore attrito fra l’occidente e la Russia….. continua a leggere su La Stampa.

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