Vernetti-Gen.Mazloum Abdi Kobane

31 dicembre 2023, La Repubblica,

Il Generale Mazloum Abdi Kobane, 54 anni, curdo, è la più alta autorità politica e militare  delle Forze Democratiche Siriane, l’alleanza delle forze curde, arabe, assiro-siriache, che insieme alle forze armate della Coalizione Internazionale hanno sconfitto Isis e liberato quella vasta area della Siria a nord del fiume Eufrate, nota come Rojava.

In questa ultimi giorni la Turchia ha bombardato i territori curdi del nord della Siria attaccando 19 obiettivi civili fra cui ospedali, scuole e fabbriche. A Qamishlo è stato colpito un centro petrolifero vicino ad una prigione dove sono detenuti ex guerriglieri dell’ISIS,  a Kobane una fabbrica e nella città di Rmelan sono stati colpiti dei Silos di grano. Raggiungiamo telefonicamente in Gen.Mazloum in Rojava per chiedergli la sua opinione su questa nuova escalation militare.

La Turchia sta nuovamente attaccando le forze curde nel nord della Siria. Perché proprio adesso?

L’attacco militare della Turchia è iniziato il 23 dicembre e sta continuando in queste ore. Non c’è alcuna motivazione militare e gli obiettivi che vengono colpiti sono soprattutto infrastrutture civili. Ci sono già stati moltissimi danni, 10 morti e centinaia di civili feriti.

Qual’è secondo lei il motivo che ha spinto la Turchia a lanciare questo nuovo attacco?

Il regime di Erdogan ha un obiettivo chiaro: colpire i curdi dentro e fuori la Turchia e approfitta della distrazione della comunità internazionale su altre aree di crisi come Gaza e l’Ucraina. Ankara usa poi anche in modo strumentale il via libera che la Turchia deve ancora dare all’ingresso della Svezia nella Nato, ritenendo di avere le mani libere per attaccarci. Crede che nessuno in questo momento voglia offendere la Turchia protestando contro le sue ingiustificate azioni militari contro i curdi.

Le milizie filo-iraniane hanno contemporaneamente attaccato il territorio curdo. Cosa sta succedendo al vostro confine meridionale?

Fin dall’inizio del conflitto fra Israele e Hamas sono aumentate le tensioni anche nel nord della Siria. In particolare, dopo l’uccisione del generale iraniano Sayyed Razi Mousavi, in seguito ad un raid israeliano a Damasco, le milizie siriane di Hexbollah anno attaccato la città di Ash-Shaddadi nel territorio controllato dall’Amministrazione Autonoma del Nord e Est della Siria. In generale sono aumentati gli attacchi alle nostre forze ed alle forze della Coalizione Globale contro Isis, soprattutto le forse speciali Usa con basi nel nostro territorio…. continua la lettura su La Repubblica

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