India G-7 Hiroshima

24 agosto 2023,

L’India è sulla Luna. La sonda Chandrayaan-3 si è posata sulla superficie del nostro satellite, poco distante dal Polo Sud, dove nessuno era ancora mai atterrato: “Un momento storico senza precedenti, l’alba di una nuova India, che riempie di gioia e di orgoglio 1,4 miliardi di esseri umani”, ha dichiarato il primo ministro Narendra Modi da Johannesburg.  

Il successo spaziale è però solo uno degli indicatori che confermano la rapida ascesa dell’India come potenza globale: con un PIL di 3,38 trilioni di dollari nel 2022, l’India è già oggi la quinta economia del pianeta ed è destinata, secondo tutte le proiezioni, a diventarne la terza entro il 2030, dimostrando come crescita e sviluppo siano facilitati dal contemporaneo consolidamento di istituzioni democratiche e diritti.

Sono ora maturi i tempi per una scelta coraggiosa dell’Occidente: l’allargamento del G-7 all’India, facendo nascere un nuovo G-8 fra le grandi economie del pianeta che condividono i fondamentali valori di libertà e democrazia.

I motivi per invitare Nuova Delhi a far parte di un nuovo G-8 sono molteplici

Primo. Conviene all’Europa e all’Occidente. Non c’è oggi alcun dossier nel quale non siano evidenti i vantaggi di un’alleanza globale con l’India: sicurezza internazionale; contenimento della politica autoritaria ed espansiva di Pechino; de-risking dalla Cina e costruzione di nuove catene di approvvigionamento stabili e sicure; ulteriore integrazione fra le rispettive economie; globalizzazione dei diritti; tutela delle democrazie dell’Indo-Pacifico; nuove politiche nei confronti del Sud Globale. L’India può rappresentare un nuovo e solido pilastro sul quale l’occidente può poggiare le proprie strategie di lungo periodo in una crescente integrazione fra la sfera transatlantica e quella dell’indo-pacifico.

In più, l’India può essere il partner ideale per costruire una nuova stagione di cooperazione congiunta euro-indiana in Africa e in generale nel sud globale, in grado di essere una forte e credibile alternativa all’opacità dei progetti della Nuova Via della Seta, fondati su pratiche finanziarie al di fuori degli standard internazionali… continua la lettura su La Repubblica.

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