Siria

Lunedì 19 aprile 2021, La Repubblica

Ieri il regime di Damasco ha fissato le elezioni presidenziali per il prossimo 26 maggio, senza alcuna intesa nè con le opposizioni curde e arabe, nè con la comunità internazionale. Una farsa che vedrà Bashar al Assad eletto per la terza volta, esattamente dieci anni dopo la tragedia di un conflitto in Siria di proporzioni inaudite: oltre 470.000 morti e 100.000 scomparsi; violenze, stupri di massa e il genocidio della minoranza yazida; 11 milioni fra sfollati e rifugiati in Iraq, Turchia, Giordania e Libano; un economia in caduta libera e il 90% della popolazione al di sotto della soglia di povertà; metà degli ospedali e delle scuole distrutte; 70% della popolazione senza accesso all’acqua potabile. 

Bashar al Assad ha vinto e regna su uno stato fallito e in rovina, grazie al sostegno della Russia di Vladimir Putin, delle milizie Hezbollah di Hassan Nasrallah ed all’Iran dell’ayatollah Khamenei 

La Turchia di Edrogan, con l’operazione “Scudo dell’Eufrate” governa direttamente una porzione del nord della Siria, usando anche le milizie islamiste di Hayat Tahrir al-Sham vicine ad Al Qaeda, con l’unico obiettivo di attaccare e contenere i curdi del Rojava, l’unico vero alleato dell’occidente nel lungo conflitto siriano.

Il recente viaggio di Papa Francesco nel vicino Iraq ha mostrato al mondo un paese ancora con mille difficoltà, ma con i segni evidenti della ricostruzione a Erbil, e Mosul e Qaraqosh, nel cuore della piana di Ninive.

Nella Siria di Assad pacificata con il terrore, invece nulla: nessuna ricostruzione e nessuna speranza. E gli alleati del regime di Damasco, Russia e Iran, non sono certo nella condizione di finanziare alcun progetto post-bellico di rinascita del paese…….. continua a leggere su La Repubblica

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