5 aprile 2023, La Repubblica,

Cresce di ora in ora la tensione fra Israele e Iran dopo che nei giorni scorsi scorsi l’aviazione di Tel Aviv aveva distrutto uno degli edifici dell’ambasciata della Repubblica Islamica a Damasco, uccidendo Mohammed Reza Zahedi, alto comandante delle Guardie Rivoluzionarie ed uno degli architetti di quell’ “Asse della Resistenza” (Iran, Siria, Hamas, Hezbollah, Houthi) che, come ricorda spesso la guida spirituale Ali Khamenei, non cerca né la pace, né la soluzione del conflitto israelo-palestinese, ma insegue l’obiettivo di “estirpare il cancro sionista”, eliminando per sempre la presenza ebraica dal fiume Giordano al Mar Mediterraneo.

E mentre Israele è in stato di massima allerta in attesa della risposta di Teheran con un possibile attacco di droni o di missili da crociera lanciati direttamente dall’Iran o dalle milizie filo-iraniane in Libano e Siria, emerge sempre più con chiarezza la dimensione “regionale” del conflitto in corso.

Il pogrom del 7 ottobre nel sud di Israele con gli stupri seriali, le torture e il tragico bilancio di vittime è stato realizzato da Hamas, ma è soltanto uno dei capitoli di un disegno molto più ampio ideato e armato dalla Repubblica Islamica dell’Iran, che cerca in ogni modo di affermare il proprio modello arretrato e totalitario sull’intero Medio Oriente.

La posta in gioco travalica anche gli antichi “limes” competitivi all’interno del mondo islamico (la sunnita Hamas è oggi organica alle componenti sciite in Iran, Siria, Libano e Yemen), e l’obiettivo di Teheran è chiaro: mantenere elevata la tensione politico-militare con Tel Aviv, allontanare ogni possibile forma di accordo di pace fra Israele e mondo arabo, usare strumentalmente il conflitto israelo-palestinese.

Di fronte a questo scenario sempre più “regionale” e che investe interessi geopolitici e geo-strategici più ampi, è tempo per Israele, e per l’occidente, di rilanciare due progetti che possono rappresentare una risposta innovativa e strutturale all’impasse del conflitto permanente: gli Accordi di Abramo e il Corridoio Economico India-Medio Oriente-Europa (Imec)… continua la lettura su la Repubblica

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