4 agosto 2018, La Stampa,

L’autorevole rivista statunitense Foreign Policy, fondata nel 1970 da Samuel Huntington, ha proposto qualche giorno fa di assegnare il prossimo Premio Nobel per la Pace al primo ministro di Grecia Alexis Tsipras ed al primo ministro della Macedonia Zoran Zoev.

I due leader coraggiosi non hanno posto fine ad una guerra, ma ad una contesa semantica che per più di vent’anni ha visto i due paesi fortemente contrapposti sul nome della Macedonia.

Atene ha sempre considerato la scelta del nome voluto dai leader di Skopje una minaccia per la sua integrità territoriale ed una rivendicazione “de facto” sulla regione del nord della Grecia che porta storicamente lo stesso nome.

Per anni la Macedonia si è seduta al Palazzo di Vetro con l’acronimo FYROM, (Former Jugoslavian Republic Of Macedonia-ex repubblica Jugoslava di Macedonia), ma grazie all’accordo raggiunto sul Lago di Prespa si chiamerà a breve soltanto più “Macedonia del Nord”.

L’accordo apre la strada ad una rapida adesione della Macedonia del Nord alla Nato ed alla Unione Europea ed è stato salutato dalla comunità internazionale come un episodio in controtendenza rispetto al crescente “sovranismo” che attraversa l’occidente con chiusure dei confini e rafforzamento delle identità nazionali….. continua la lettura su La Stampa.

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