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18 novembre 2021, La Repubblica,

ll G-20, la COP-26 e il primo vertice fra i leader di Cina e Usa hanno certificato il fatto che il centro gravitazionale delle crisi e delle opportunità globali si sia definitivamente spostato verso oriente, nella vasta area dell’Indo-Pacifico. Ed al centro di quell’area c’è per l’occidente una grande opportunità: l’India.

Sarebbe un errore interpretare la posizione del Premier indiano Narendra Modi al vertice sul clima, come una richiesta semplicemente dilatoria o peggio una rivendicazione al “diritto di inquinare” in nome dello sviluppo. 

Modi ha parlato di “giustizia climatica”, schierandosi contro il meccanismo dei “carbon credit”, che permette alle imprese, che non raggiungono obiettivi in materia di emissioni, di comprare altrove la riduzione delle emissioni, quindi di “pagare per inquinare”. Secondo Modi, Stati Uniti ed Europa devono investire insieme nella riconversione ecologica dell’economia indiana.

La proposta merita attenzione. L’India, paese che ha fatto già passi da gigante negli ultimi cinquant’anni, è ancora un paese che non ha completato il proprio processo di sviluppo: la transizioni ecologica del gigante indiano, con 1,4 miliardi di esseri umani, ha costi più alti che in occidente e la richiesta di partecipare a questi costi è più che legittima.

I vantaggi sono molti e reciproci: l’India è pronta a sviluppare oltre 450 GW di nuova energia rinnovabile da qui al 2030, con un grande spazio per joint venture fra imprese europee, americane e indiane.

Ma c’è di più: l’India può anche rappresentare nel breve futuro il partner ideale per una nuova stagione di cooperazione congiunta euro-indiana in Africa, che potrebbe rappresentare la migliore risposta dell’occidente alle opacità dei progetti della Nuova Via della Seta, fondati su pratiche finanziarie al di fuori degli standard internazionali, che hanno moltiplicato le “trappole del debito” nei confronti di troppi paesi del continente.

L’India, che punta ad essere la terza economia del pianeta, già oggi con un PIL da 2,6 trilioni di dollari ed una crescita che nel 2021 si assesterà intorno al 8%, rappresenta una grande opportunità per Europa e Usa non solo per le prospettive offerte da una sempre maggiore integrazione delle nostre economie, ma soprattutto per costruire una nuova alleanza globale economica, politica e militare fondata su interessi, valori e visioni comuni…… continua la lettura su La Repubblica

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