23 settembre 2021, La Repubblica,

Venerdì 24 settembre a Washington il presidente Joe Biden ospiterà alla Casa Bianca il primo summit in persona dei leader dei paesi del “Quad”: i primi ministri di India, Giappone e Australia, Narendra Modi, Yoshihide Suga e Scott Morrison fisseranno  insieme i paletti della nuova cooperazione avanzata per contenere la Repubblica Popolare Cinese.

Da domani il Quad sarà molto di più di un semplice “dialogo” sulla sicurezza, per rispondere alla crescente assertività cinese. La svolta autoritaria di Xi-Jinping e l’alterazione dello “status quo” dell’Indo-pacifico con l’occupazione illegale degli atolli del Mar Cinese Meridionale, la crescente aggressività nei confronti dei Taiwan, la svolta repressiva domestica in Xinjang, Tibet ed Hong Kong ed il progetto della Nuova Via della Seta, hanno costretto l’occidente, nelle sue varie articolazioni, a costruire una strategia innovativa e di lungo periodo.

Il Quad sarà un’alleanza politica e militare a tutto campo fra le grandi democrazie dell’Indo-Pacifico per coordinare le proprie politiche in materia di sicurezza, libertà di navigazione, lotta alla pandemia, consolidamento della catena di approvvigionamento di chip e semiconduttori, libertà del cyberspazio, tutela delle democrazie minacciate, a cominciare da Taiwan.

Le implicazioni geopolitiche della nascita della “Nato d’oriente” sono molteplici.

L’India certifica in modo definitivo il proprio approdo nel campo occidentale e rappresenterà un solido “pilastro” sul quale Europa ed Usa potranno poggiare le proprie politiche nel cuore dell’Asia. Il Giappone vedrà rafforzare il progetto della “Free and Open Indo-Pacific Initiative”, la risposta delle democrazie asiatiche al disegno autoritario della Nuova Via della Seta. L’Australia, potenza politica nel cuore dell’Indo-Pacifico, ritroverà il proprio posto dopo lunghi mesi di minacce e boicottaggi da parte di Pechino.

Il summit del Quad segue di pochi giorni il lancio della cooperazione strategica fra Usa, Gran Bretagna e Australia (AUKUS) nel settore della difesa che ha fatto infuriare la Francia e raffreddare l’Europa nei confronti di Washington.

La scelta tecnologica australiana è però corretta: i sottomarini a propulsione nucleare sono in grado di rappresentare una più efficace deterrenza nei confronti di Pechino….. continua la lettura su La Repubblicahttps://www.repubblica.it/commenti/2021/09/22/news/sfida_stati_uniti-cina_la_nato_d_oriente-318947030/?ref=RHTP-BC-I279994148-P12-S4-T1.

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