9 luglio 2024, La Repubblica,
A poche ore dall’avvio del vertice NATO di Washington DC, la Repubblica Popolare Cinese ha annunciato la realizzazione di manovre militari congiunte fra l’esercito di Pechino e quello della Bielorussia nel cuore dell’Europa. Le esercitazione militari congiunte “Eagle Assault-2024” si terranno dall’8 al 19 luglio vicino alla città di Brest a pochi chilometri dalla frontiera della Polonia e dell’Ucraina, alle porte dunque dell’Alleanza Atlantica e a pochi chilometri della frontiera dell’Ucraina.
La dichiarazione congiunta dei due eserciti ha sottolineato il duplice obiettivo di queste prime e inedite esercitazioni: “aumentare l’interoperabilità, rafforzare la cooperazione fra le due forze armate” e persino “fornire un contributo alla pace ed alla stabilità regionale”.
L’annuncio ha seguito di poche l’ingresso della Bielorussia nella Shanghai Cooperation Organisation (Sco), che da diversi anni Pechino tenta di trasformare da semplice forum sulla sicurezza euroasiatica a vera e propria organizzazione di difesa e sicurezza, alternativa e competitiva dell’Alleanza Atlantica.
Ma con le esercitazione militari che iniziano oggi, Pechino compie un oggettivo salto di qualità inviando proprie truppe al confine della Nato e nel cuore dell’Europa, il giorno prima del vertice dell’alleanza atlantica.
Il segnale della Cina e dello stato vassallo di Mosca, la Bielorussia, alla NATO è chiaro: siamo alle porte dell’Europa, e l’Asse fra le Autocrazie è oramai una realtà, politica e militare.
Per i 32 paesi dell’alleanza atlantica la minaccia di Pechino all’ordine internazionale fondate sulle regole e sui diritti, da oggi assume contorni nuovi, con il dispiegamento, per quanto provvisorio, di truppe cinesi sul suolo europeo, unitamente alle accresciute evidenze del sostegno cinese all’impegno bellico della Russia in Ucraina: cooperazione fra le intelligence russe e cinesi, attacchi cyber, massicce campagne di disinformazione in Europa e negli Usa, azioni di coercizione economiche verso paesi molto esposti sul fianco orientale, come la Lituania e la Rep.Ceca.
In più Pechino ha attivamente sabotato la Conferenza di Pace sull’Ucraina dello scorso giugno in Svizzera, esercitando pressioni su molti paesi per evitarne la partecipazione; sostiene lo sforzo bellico russo con la fornitura di tecnologie “dual use”, a partire da migliaia di droni commerciali facilmente modificabili…. continua la lettura su La Repubblica