1 aprile 2018, La Stampa,

L’occidente ha oggi una grande opportunità non ancora pienamente compresa: rivolgere il suo sguardo a Oriente per ritrovare se stesso.

Sulle ceneri dell’impero britannico non è soltanto nato uno dei paesi più popolosi del mondo ed una grande potenza economica, è nata anche una grande democrazia: l’India.

Archiviata definitivamente dal Partito del Congresso di Sonia Gandhi la stagione dell’India leader del mondo “Non Allineato”, la leadership di Modi ha definitivamente trasformato il paese in un caso di successo della globalizzazione e della diffusione di società aperte, inclusive, interdipendenti.

Bastava ascoltare il Presidente Modi a Davos qualche settimana fa durante il World Economic Forum quando ha ricordato all’uditorio la frase delle Upanishad, scolpita all’ingresso del Parlamento Indiano: “Il mondo è una sola famiglia”.

E dunque ecco la ricetta indiana in risposta anche alla crisi dell’occidente: non servono dazi e protezionismo, ma serve più globalizzazione, più interdipendenza, più mercato e società aperte, più democrazia.

Che si tratti di lotta ai cambiamenti climatici o migliorare  e rendere più umana la globalizzazione, non servono tutele assolute delle sovranità nazionali, serve affermare e diffondere economie e società aperte, libero commercio e libero scambio.

Un messaggio chiaro ai nuovi sovranisti e protezionisti in  Europa e USA e contemporaneamente un monito a Cina e Russia….. continua a leggere su La Stampa.

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