Taipei, 20 maggio 2024, La Repubblica,

Taipei (Taiwan), Joseph Wu è stato per sei anni Ministro degli Esteri di Taiwan e conclude oggi il suo mandato in occasione dell’insediamento del nuovo Presidente Lai Ching-te. Da oggi guiderà il Consiglio di Sicurezza Nazionale di Taiwan e in questa intervista esclusiva per La Repubblicaracconta le principali sfide in materia di sicurezza che la “Cina democratica” sta affrontando in un momento di crescenti tensioni nello Stretto di Taiwan.

Il Presidente della Repubblica Popolare Cinese Xi-Jinping ha dichiarato diverse volte che la riunificazione con Taiwan sarà certamente raggiunta con qualunque mezzo (inclusa la forza). Qual è la sua opinione?

Le ripetute affermazioni di Xi Jinping sull’annessione di Taiwan minacciano lo “status quo”, cioè il fatto che nessuna delle due parti nello Stretto di Taiwan deve essere subordinata all’altra. Pechino vuole utilizzare il “principio dell’unica Cina” per distruggere la democrazia di Taiwan, che Xi percepisce come una minaccia alla sua dittatura totalitaria. Il mantenimento della pace e della stabilità nello Stretto di Taiwan è diventata una priorità per la comunità internazionale. L’espansione della Cina nell’Indo-Pacifico costituisce una minaccia rilevante per la pace e la stabilità regionale.

Minacce militari a Taiwan, occupazione illegale di una larga porzione del Mar Cinese Meridionale, sostegno crescente a Russia e Iran. Come giudica l’insieme di queste politiche di Pechino?

Per promuovere la propria agenda, la Cina sta cercando di riscrivere l’ordine internazionale basato sulle regole, su molti fronti: democrazia, diritti umani, sicurezza, commercio, scienza e tecnologia. Attacca ogni giorno i paesi democratici con massicce campagne di disinformazione mirate a erodere la fiducia dei cittadini nei propri paesi; prova in ogni modo a esportare il proprio modello autoritario ben al di là dello Stretto di Taiwan; ha riportato la guerra in Europa e vorrebbe far diventare un proprio mare interno tutto il Mar Cinese Meridionale.

L’Indo-Pacifico è sempre più il cuore della sicurezza e del commercio globale.  Come può la comunità delle democrazie affrontare le minacce cinesi?

Le democrazie devono lavorare insieme per contrastare questa minaccia che noi ben conosciamo. Taiwan subisce da tempo le pressioni del governo cinese su molteplici fronti: oltre all’intimidazione militare ed economica dobbiamo affrontare ogni giorno una guerra ibrida fatta di milioni di attacchi informatici e campagne di disinformazione. Taiwan ha imparato preziose lezioni ed ha sviluppato vari mezzi per affrontare queste minacce asimmetriche alla nostra democrazia. Siamo pronti a condividere questa conoscenza con le democrazie alleate.

I semiconduttori sono il cuore tecnologico del pianeta. Qual è la politica di Taiwan per garantire delle sicure catene di approvvigionamento su tecnologie così vitali?

La pandemia prima e i cambiamenti geopolitici in corso rendono obbligatorio per i paesi democratici lavorare insieme per costruire delle catene di approvvigionamento più resilienti. Semiconduttori, 5G, tecnologie biomediche costituiscono alcune delle principali industrie strategiche di Taiwan e il mio paese è pronto, con i paesi che condividono i nostri valori, a condividere esperienze, cooperazione industriale, formazione del personale, ricerca e sviluppo. 

Qual’è la sua valutazione sui rapporti fra Italia e Taiwan?

Le relaziono fra i nostri due paesi sono continuate a prosperare negli anni e le giudico estremamente positive in diversi settori: tecnologia, innovazione, cultura, educazione. La compagnia taiwanese Eva Air ha lanciato un volo diretto fra Taipei e Milano, dove Taiwan ha peraltro da poco aperto il suo ufficio di rappresentanza. Inoltre, la Global Wafer Corporation ha aumentato la propria presenza in Italia.

A partire da queste solide fondamenta, il rapporto fra Italia e Taiwan non può che migliorare. 

A breve ci saranno le Elezioni Europee, qual è il suo messaggio rivolto all’Europa?

Taiwan è un partner affidabile per i paesi europei e le democrazie devono continuare a rafforzare la cooperazione economica, aumentando la resilienza delle catene di approvvigionamento, salvaguardando i valori universali dello stato di diritto e di tutela dei diritti umani. Chiediamo ai paesi europei di continuare a sostenere il diritto alla libertà di navigazione nello Stretto di Taiwan e di impegnarsi sempre più nella regione dell’Indo-Pacifico. Taiwan è il bastione di difesa in prima linea delle democrazie contro l’autoritarismo.

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