Il nuovo grande gioco. La trincea giapponese davanti alla minaccia armata della Cina. Anticipazione del nuovo libro di Gianni Vernetti. Un viaggio da Tokyo a Kiev, lungo la frontiera che separa autocrazie e democrazieIl nuovo grande gioco. La trincea giapponese davanti alla minaccia armata della Cina. Anticipazione del nuovo libro di Gianni Vernetti. Un viaggio da Tokyo a Kiev, lungo la frontiera che separa autocrazie e democrazie.
Tokyo d’estate è calda e umidissima, ma tutto come sempre funziona alla perfezione. L’ultimo film di Wim Wenders “Perfect Days” ha reso celebri anche i bagni pubblici, che non sono soltanto puliti e impeccabili, e dunque comodamente utilizzabili a differenza delle gran parte delle città del mondo, ma anche molto belli, con una varietà ed un design unici.
Nell’estate del 2025 il libretto “The Tokyo Toilet Book” è uno dei più venduti nelle librerie dei musei e nei chioschi turistici vicino al tempio di Senso-Ji, nel cuore di Asakusa, nuovamente invasa dal turismo internazionale grazie anche ad uno yen debole che ha reso il Giappone, se non a buon mercato, ampiamente accessibile.
Tokyo ed il Giappone sono nuovamente un fenomeno globale in grado di esportare non soltanto tecnologia avanzata ma soprattuto molto “soft power”: la cultura nipponica contemporanea esercita un fascino crescente in tutta l’Asia, in Europa e in America: dalle graphic novel, ai manga, al design ed alla architettura.
Il Museo Ghibli, nel quartiere di Mitaka nella parte occidentale della città è impossibile da visitare se non prenotando con almeno due mesi di anticipo. Qui sono ospitate le opere di Hayao Miyazaki, geniale regista, sceneggiatore, fumettista e produttore cinematografico fondatore dello Studio Ghibli, dal quale sono nate le migliaia di storie “anime” a fumetti e i film animati che hanno letteralmente invaso l’occidente.
La cultura dei fumetti giapponesi è ovunque, è pervasiva ed è diventata parte anche dell’iconografia ufficiale.
Il Ministero della Difesa ha pubblicato in questi giorni l’annuale e atteso Libro Bianco (Defense of Japan 2025) che per la prima volta menziona apertamente la minaccia cinese e in copertina ha disegnato due giovani soldati ed una soldatessa di marina, esercito e aviazione, stilizzati con la tecnica fumettistica di Miyazaki.
Gen Nakatani, ministro della Difesa del governo di Shigeru Ishiba e sempre con lo stesso incarico nel gabinetto di Shinzo Abe nel 2014, non usa mezzi termini in occasione della presentazione del documento strategico del suo dicastero: “La comunità internazionale si trova ora ad affrontare la sua più grande prova dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. L’ordine mondiale esistente, basato sulla pace, è seriamente messo in discussione, e il Giappone si trova nel contesto di sicurezza più grave e complesso dell’era post-bellica”. Per poi puntare apertamente il dito nei confronti della Repubblica Popolare Cinese e del suo sistema di alleanze, “…la Cina ha rapidamente aumentato le sue spese per la difesa nazionale, migliorando in modo esteso e veloce le sue capacità militari sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo, e intensificando le sue attività nel Mar Cinese Orientale e nel Pacifico. La Corea del Nord ha concentrato i propri sforzi sul potenziamento del proprio arsenale di armi di distruzione di massa e missili balistici… la Russia ha condotto intense attività militari nella regione, spesso insieme all’esercito cinese, continuando allo stesso tempo la sua aggressione contro l’Ucraina”.
E’ la prima volta che il Giappone accusa in modo cosi diretto Pechino di essere una minaccia alla propria sicurezza nazionale.
Il monitoraggio delle operazioni militari congiunte di Cina e Russia fra l’autunno del 2024 e l’inizio dell’estate del 2025 da ragione a Nakatani. A partire dall’agosto del 2024 le Forze di Autodifesa del Giappone hanno registrato un incremento senza precedenti di violazioni dello spazio aereo nipponico con una molteplicità di incursioni aree e marittime da parte degli eserciti e della aviazione di Cina e Russia.
Il primo quotidiano del paese, il Nikkei Shinbun, con ancora oggi una tiratura di oltre un milione e trecentomila copie, aggiorna continuamente sul proprio sito un’infografica sulle intrusioni russe e cinesi della spazio aereo e marittimo del Paese.
La progressione degli eventi, a partire dall’estate del 2024, è molto significativa: il 26 agosto un aereo spia cinese Y-9 entra, senza autorizzazione, nello spazio aereo del sud del Giappone sul mare di fronte alla città di Nagasaki. E’ il primo caso che inaugura una stagione completamente nuova. Il 17 e 18 settembre è la volta della portaerei cinese Liaoning, accompagnata da due cacciatorpedinieri, che attraversa le acque territoriali giapponesi fra le remote isole di Yonaguni e di Iriomote. Siamo a millenovecento chilometri da Tokyo ed a soli cento chilometri da Taiwan, nel vasto arcipelago di Okinawa sotto piena e indubbia sovranità giapponese. Per la prima volta la marina cinese “buca” quella cosiddetta “prima catena di isole”, che dal nord del Giappone scende fino a Taiwan ed alle Filippine.
In tutto il mese di ottobre il gruppo militare della portaerei Liaoning ha promosso una serie di esercitazioni nel tratto di mare fra Taiwan, le Filippine e il sud del Giappone. Il 23 settembre è la volta dell’aviazione russa che, con un aereo da pattugliamento IL-38, ha violato lo spazio aereo giapponese al largo dell’isola di Rebun, nei pressi di Hokkaido, realizzando la prima intrusione di un aereo militare di Mosca dal 2019.
La nuova postura militare cinese (e russo-cinese) preoccupa molto il Giappone, sia per la sua notevole assertività, come dimostrato dalle inusuali manovre militari e intrusioni nel proprio spazio aereo e marittimo, sia per il build-up militare senza precedenti promosso da Pechino.
Seth Jones, presidente del Dipartimento di Difesa e Sicurezza del Center for Strategic and International Studies di Washington DC, in un suo recente rapporto pubblicato du Foreign Affairs è stato esplicito fin dal titolo: “China is ready for war”, la “Cina è pronta alla guerra”.
“Nonostante le attuali difficoltà economiche del Paese -analizza Jones- la spesa per la difesa è in forte aumento e l’industria della difesa cinese ha assunto un assetto bellico…. la Cina ha già raggiunto gli Stati Uniti nella sua capacità di produrre armi su larga scala e in alcuni settori, è oramai leader diventando il più grande costruttore navale al mondo, con una capacità produttiva circa 230 volte superiore a quella degli Stati Uniti. Tra il 2021 e l’inizio del 2024 l’industria della difesa cinese ha prodotto oltre quattrocento moderni aerei da combattimento e venti grandi navi da guerra, ha raddoppiato l’inventario delle testate nucleari del Paese e più che raddoppiato quello dei missili balistici e da crociera, e ha sviluppato un nuovo caccia bombardiere con tecnologia “stealth”, che lo rende quasi “invisibile” alla maggiorparte dei sistemi di rilevamento radar. Nello stesso periodo, la Cina ha aumentato del 50% il numero di satelliti lanciati nello spazio”.
Il ritmo dello sviluppo militare cinese non ha equivalenti con nessun altro paese dai tempi della Seconda Guerra Mondiale e questa consapevolezza è ben diffusa nella calda estate di Tokyo del 2025, costringendo il Giappone ad adattare la propria politica estera e di sicurezza alle nuove sfide.
E dunque: rilancio della dottrina di Shinzo Abe della Free and Open Indo-Pacific, la risposta giapponese alla via della seta cinese; rafforzamento dell’Alleanza con gli Stati Uniti d’America; consolidamento delle alleanze regionali con le democrazie dell’IndoPacifico; accordi mini-laterali e bilaterali con i paesi delle regione in funzione di contenimento anti-cinese; creazione di un solido asse strategico con l’India di Narendra Modi.
“Durante la mia recente visita in India a maggio del 2025 -prosegue Nakatani- ho suggerito la nascita del Japan India Defense cooperation in the Indo-Pacific region (JIDIP), una cornice entro la quale collocare la cooperazione in materia di sicurezza fra i nostri due paesi, alla luce delle comuni preoccupazioni per un Indo-Pacifico libero e aperto, fondato sul pieno rispetto dello stato di diritto e sulla piena libertà di navigazione”.
La visita di Nakatani a Delhi è stata accompagnata da insistenti rumors secondo cui il Giappone avrebbe esteso un invito all’India per partecipare al Global Combat Air Program (GCAP), il progetto congiunto per la progettazione e realizzazione di velivoli di sesta generazione sviluppato da Giappone, Regno Unito e Italia. Combinando il programma britannico Tempest, quello giapponese F-X e l’ampia esperienza dell’italiana Leonardo, il GCAP mira a sviluppare un aereo da combattimento estremamente avanzato (di sesta generazione) per garantire la superiorità aerea in un contesto di sicurezza sempre più complesso nell’Indo-Pacifico ed a livello globale.
La crescente cooperazione fra le autocrazie di Russia, Cina e Iran e la costante minaccia di un cambio radicale dello status quo in molti teatri da Taiwan, alla Penisola Coreana, al Mar Cinese Meridionale, sta mutando in profondità lo scenario geo-politico in tutta l’Asia, rimettendo in movimento una storia che sembrava essersi quasi fermata e che invece ha ripreso a correre velocemente.
Il Giappone è forse il teatro nel quale il Nuovo Grande Gioco fra democrazie e autocrazie, si sta dispiegando con maggiore chiarezza.