Trappola del Debito

22 marzo 2019, La Stampa,

L’Italia sarà il primo paese del G-7 ad aderire formalmente al progetto cinese della Nuova Via della Seta (“Belt and Road Initiative” ndr) e l’accordo sarà suggellato durante la visita di stato del premier Xi-Jinping a Roma.

La narrativa cinese ha descritto la Via della Seta come un regalo della “saggezza cinese allo sviluppo mondiale”, una sorta di nuovo “Piano Marshall” per l’Africa, una piena integrazione delle economie di Europa e Asia, grazie ad una rete rafforzata di nuove infrastrutture di trasporto via mare e via terra.

Fin dal 2013 la Repubblica Popolare Cinese ha investito oltre 700 miliardi di dollari di denaro pubblico cinese in oltre 60 paesi, soprattutto in grandi progetti infrastrutturali (porti e ferrovie) , spesso in forma di prestiti erogati ai governi dei paesi che hanno aderito al progetto.

Il disegno geopolitico cinese è stato chiaro fin dall’inizio: ampliare il proprio “spazio economico” verso l’Africa e l’Europa, creare rapporti preferenziali con i paesi aderenti, incrementare il “soft power” di Pechino nel mondo.

Dopo l’iniziale entusiasmo, le cose sono andate pero’ diversamente e molti paesi che vi hanno aderito hanno iniziato a ridiscutere drasticamente i progetti avviati….. continua a leggere su La Stampa

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